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| Milano

I Cotoni di Albini presenta a Filo 52 la nuova collezione di filati per la Primavera/Estate 2021

I Cotoni di Albini, società di Albini Group specializzata nella produzione di filati di alta gamma, presenta alla 52a edizione di Filo la sua nuova collezione di filati per la prossima Primavera/Estate e prevede di chiudere l’anno con risultati in linea al 2018.

“Il mantenimento delle posizioni e il successo dell’export – spiega Francesco Bianchetti, Direttore Commerciale de I Cotoni di Albini - costituiscono un risultato estremamente positivo, ottenuto grazie allo sviluppo di nuovi mercati, al focus su cotoni e materie prime pregiate, anche nella versione organica, e agli investimenti finalizzati al potenziamento della rete commerciale e della struttura interna a supporto dei Clienti”.

I Cotoni di Albini – grazie alla partnership con Supima e Oritain - è la prima e unica azienda a poter offrire cotone Supima scientificamente tracciabile al 100%. Grazie a un metodo altamente innovativo messo a punto da Oritain, leader mondiale nella scienza forense, ogni fase della produzione risulta tracciabile ed è possibile risalire dal filato al campo in cui il cotone è stato coltivato.

Grazie a questa collaborazione, I Cotoni di Albini è in grado di offrire una vasta gamma di cotoni Supima organici tracciati da Oritain, a completa garanzia dei Clienti, sempre più tutelati dalla contaminazione di prodotti non puri.

Altre importanti novità di questa collezione sono i pregiati filati mélange in 100% cotone Supima e nuove mischie con il Cupro.

“L’attività costante di ricerca, che consente lo sviluppo di prodotti innovativi – sottolinea Daniele Arioldi, Presidente della società – rimane l’elemento distintivo delle collezioni de I Cotoni di Albini, uniche nel loro genere e rispondenti alla crescente richiesta del mercato di fascia alta di filati innovativi e performanti, realizzati con materie prime naturali”.

“Ma una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall'arco scocca vola veloce di bocca in bocca”

Fabrizio De Andrè

(Bocca di Rosa, 1967)