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| Milano

Il futuro della tecnologia, della moneta e del credito al Global Banking Forum di Eccellenze d’Impresa

Differenze tra sistemi bancari europei e statunitensi, rapporto tra tecnologia, sostenibilità e competitività, gli effetti del conflitto russo-ucraino e le sfide e opportunità della trasformazione digitale: sono i grandi temi approfonditi oggi durante la seconda edizione del “The Global Banking Forum” organizzato da Eccellenze d’Impresa, l’iniziativa di Harvard Business Review Italia e Gea-Consulenti di direzione, con Prometeia e ASSBB e con il patrocinio di Borsa Italiana e Commissione europea. I lavori sono stati aperti da Angelo Tantazzi, presidente di Prometeia, Enrico Sassoon, presidente di Eccellenze d’Impresa, Nazzareno Gregori, presidente dell’Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa (ASSBB), Massimo Gaudina, rappresentante della Commissione europea e Andrea Sironi, presidente di Borsa Italiana, che ha ricordato come "L'obiettivo di Borsa Italiana resta quello di mantenere mercati efficienti, liquidi e trasparenti che possano agevolare l'accesso alla raccolta di capitali da parte delle imprese".

Pier Carlo Padoan, presidente di Unicredit, ha animato la prima tavola rotonda della giornata di studio insieme a Leopoldo Attolico, country officer and head of investments Italy di Citi, Giuseppe Lusignani, vice presidente di Prometeia e Rony Hamaui, segretario generale di ASSBB. “Stiamo attraversando trasformazioni multiple, oltre alla crisi terribile del conflitto russo-ucraino, come l'avvento dell'open finance: serve un modo rivoluzionario di ripensare la competitività e contano gli investimenti in tecnologia e i dati" ha affermato Padoan, aggiungendo che “Le banche devono cambiare, collegarsi alle Fintech e creare nuovi 'animali finanziari'. Le banche italiane ed europee oggi devono competere con i player americani e asiatici le cui istituzioni finanziarie sono di dimensioni molto più grandi e ci sono le big tech; noi in Europa dobbiamo seguire il modello del business dei dati e diventare più Fintech. Serve una grande visione strategica".

"Le banche sono pronte a rispondere al cambiamento, ma non possono essere lasciate sole a guidare il processo di transizione, in cui è fondamentale il ruolo delle istituzioni, che devono definire adeguate politiche di bilancio, industriali e misure che gestiscano impatti economici e sociali della transizione", ha aggiunto Giovanni Sabatini, direttore generale dell'Abi. “L'innovazione assume una forma sempre più digitale e dà grande possibilità di crescita per le imprese. Le reti digitali facilitano economie di scala per servizi di qualità e i dati diventano una risorsa chiave per l'innovazione della rete digitale”.
Oltre a quello tecnologico, altro tema fondamentale è legato alla sostenibilità, che oggi “non è un'opzione ma, in qualche modo, condiziona e indirizza tutto il processo di investimento. Il tema nasce da numeri e dall'evidenza: oggi non si può più vendere un prodotto se non ha caratteristiche Esg" ha affermato Ugo Loeser, Ceo di Arca Fondi Sgr. “Pictet è stato fra i primi operatori a puntare sulla sostenibilità, che insieme alla tecnologia è la sfida principale” ha confermato Alessandra Losito, direttrice generale di Pictet Wealth Management Italia, intervenuta al Global Banking Forum insieme a Lorenzo Macchi, partner e head of banking di KPMG, che ha sostenuto come “la sfida sulla sostenibilità non viene impattata dal conflitto russo-ucraino”.

La crisi energetica e gli effetti della guerra sono stati al centro delle riflessioni di Gian Maria Milesi Ferretti, senior fellow The Brookings Institution e Gregorio De Felice capo economista di Intesa Sanpaolo, che ha riportato i dati sulla crescita italiana. “La previsione per la crescita economica dell'Italia si aggira intorno al +3% per quest'anno, rispetto al +4,3% stimato prima del conflitto russo-ucraino, e al +1,6% nel 2023 (rispetto al 2,4%)”.

La tavola rotonda sulla trasformazione digitale ha chiuso il Global Banking Forum, con una panoramica su nuovi concorrenti, nuovi processi e nuovi strumenti, su cui si sono confrontati Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum, Frederik Geertman, amministratore delegato Banca Ifis, Roberto Nicastro, presidente di AideXa, Paolo Zaccardi amministratore delegato Fabrick Gruppo Sella e il professor Marco Giorgino del Politecnico di Milano. Per Giorgino “la vera sfida per gli operatori è gestire una complessità sempre più ampia dando soluzioni sempre più semplici ai clienti”. Una sfida che si vince anche “con la capacità di attrarre, motivare e trattenere i talenti” come ha sottolineato Nicastro e con l’aiuto della tecnologia. "Noi avevamo investito in un'ottima piattaforma tecnologica e per la formazione dei family banker, avevamo investito nella digitalizzazione dei processi per i contratti, anche per quelli che vedevano l'impegno della persona. A fatica eravamo arrivati al 60% dei contratti firmato in digitale, poi la pandemia ha fatto schizzare questa soglia al 96-97% con il lockdown. Ora siamo tornati in mobilità e la percentuale è scesa all'80%, ma non è mai andata sotto questa percentuale. Significa che le persone hanno imparato e apprezzato a usare i sistemi digitali, con grande vantaggio della rapidità di esecuzione e con una riduzione degli errori di compilazione dei contratti anche se gli istituti tradizionali in grado di evolversi saranno ancora centrali in futuro" ha raccontato Massimo Doris.

 

“Ma una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall'arco scocca vola veloce di bocca in bocca”

Fabrizio De Andrè

(Bocca di Rosa, 1967)