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| Bassano Bresciano (Bs)

PANGO, AZIENDA DI ABBIGLIAMENTO FEMMINILE SBARCA A MOSCA E AD ATENE

L’azienda bresciana di abbigliamento femminile PANGO non si ferma nonostante le difficoltà e prosegue il suo percorso di internazionalizzazione iniziato con l’apertura del primo monomarca a Sofia in Bulgaria. Nel 2021 per la prima volta PANGO porta nel cuore di Mosca e nel centrale quartiere Manifaktura di Atene le collezioni GAIA LIFE e TEN WAYS TO BE, con la forza di un prodotto esclusivamente Made in Italy.

PANGO è infatti un’azienda a “chilometri 30”: i laboratori addetti alla produzione sono presenti nel raggio di 30 chilometri dalla sede centrale e i capi sono realizzati con tessuti ecosostenibili e naturali.

L’attenzione al tema della sicurezza sanitaria è inoltre molto alta: già dalla fine del precedente lock-down PANGO ha iniziato a impiegare sui tessuti l’additivo ULTRA-FRESH KW-48 dell’azienda Canadese Thomson Research Inc. che permette una lunga tenuta igienizzante e antivirus.

“Nonostante questa fase storica così delicata anche per il settore tessile, caratterizzata da inevitabili difficoltà e dallo stravolgimento dei flussi produttivi - afferma l’amministratore unico Gianfranco Scotuzzi - desideriamo proseguire con coraggio il nostro progetto di internazionalizzazione puntando ad incrementare la vendita dei nostri marchi all’estero e aprendoci a nuovi mercati”. Attualmente nel complesso circa il 20% della produzione di Pango, che ogni anno realizza circa 350mila capi, è destinata all’export.

Prosegue Scotuzzi: “L’apertura nel 2020 del primo monomarca in Bulgaria, a Sofia, è arrivata in un momento critico, ma la risposta, nei periodi di apertura consentiti, è stata comunque positiva e ora ci orientiamo al mercato russo ed ellenico distribuendo nel 2021 le collezioni dei nostri marchi GAIA e TEN con la previsione di incrementare l’export del 30%. Certamente la chiusura dei conti di fine anno è stata penalizzata dalla pandemia da Coronavirus che grava su moda e abbigliamento, ma guardiamo comunque al futuro”.

L’azienda guarda al futuro anche aprendosi a nuovi canali di vendita: a settembre ha avviato per la prima volta il canale e-commerce con due collezioni esclusivamente dedicate all’online. La scelta poi di non delocalizzare in passato la produzione all’estero è stata una decisione coraggiosa dal punto di vista economico, visti i costi della mano d’opera in Italia, ma è risultata strategica in un periodo in cui, a causa del Coronavirus, le filiere produttive globalizzate hanno messo in evidenza tutti gli aspetti critici. Infatti, proprio la capacità produttiva dell’azienda che realizza tutti i capi in Italia ha attirato l’attenzione di grandi marchi della moda che hanno richiesto l’esperienza di Pango per la produzione di segmenti importanti delle loro linee.

Nata nel 1974 dal progetto imprenditoriale di Gino Scotuzzi e Pietro Marzotto, PANGO si caratterizza per la sua linea curvy GAIA LIFE che evidenzia le caratteristiche femminili con accorgimenti e tecniche che solo chi è nel campo riesce a ottenere permettendo un’ottima vestibilità. Lanciato nel 1997, quando il cosiddetto abbigliamento curvy tendeva a nascondere le forme più che a valorizzarle, il marchio GAIA ha rappresentato per l’azienda, che fino ad allora produceva solo pantaloni e gonne per i grossisti e la grande distribuzione, il primo contatto con il mondo della vendita al dettaglio. Oggi questa linea contribuisce per circa il 50% al fatturato.

Nel corso degli anni il portafoglio clienti di Pango si è notevolmente ampliato. Da allora sono stati introdotti la linea al dettaglio Ten Ways to Be e poi il marchio Extesa, grazie al quale l’azienda è tra i più importanti fornitori per la versione italiana del canale televisivo americano di vendita Qvc.

PANGO vende a gruppi come Sorelle Ramonda e Rinascente, per la quale è tra i primi produttori del private label, per un totale di circa 400 aziende tra grandi marchi e negozi al dettaglio.

“Ma una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall'arco scocca vola veloce di bocca in bocca”

Fabrizio De Andrè

(Bocca di Rosa, 1967)